Canali Giovo-Rondinaio
14/11/07 18:40 Archiviato in:Alpinismo
Alcune facili
canali con cresta su neve e ghiaccio, terreno ideale
per principianti nel gruppo
Giovo-Rondinaio
GIOVO-RONDINAIO m.1911 Cresta e Canali
Appennino Tosco-Emiliano
CANALE CENTRALE DEL GIOVO
Difficoltà: PD+
Dislivello: 300m
Tempo di percorrenza: 2 ore
Attrezzatura: Ramponi, piccozze (2), corda, chiodi ghiaccio
Uno dei canali del Giovo tra i più impegnativi. Dato il facile l'accesso ed il rapido avvicinamento è sempre molto affollato. Da percorrere solo in condizioni ottimali. La parte bassa è facile, mentre la parte superiore del canale presenta un paio di piccoli salti. L'uscita è piuttosto ripida.
DESCRIZIONE:
Si comincia percorrendo la riva del lago Santo fino alla sua estremità puntando verso la parete del monte Giovo, da qui, per una ripida salita, si raggiunge una biforcazione con al centro una lingua di roccia. A destra la via è più larga con pendenza di circa 45°, a sinistra è più stretta e si restringe a formare un canale-camino. Può essere interessante, se in condizione, proseguire lungo il ramo di sinistra, previa opportuna manovra di assicurazione. I due tratti si ricongiungono in un canalone largo e poco pendente, che dopo circa 60 m di percorrenza, arriva in prossimità delle prime rocce che indicano l'inizio del canale centrale vero e proprio. Lo sviluppo del canale è tutto visibile dal basso, tre tiri da 50 m. Le soste sono attrezzate a sinistra del canale ma in caso di non visibilità di esse è possibile attrezzarle a destra lungo la parete rocciosa (possono essere utili un paio di friend medio-grossi), in alcune nicchie. I primi due tiri hanno una pendenza di circa 50°/55°. Nell'ultimo tiro, il canale si ristringe notevolmente, formando così due salti di ghiaccio duro e spesso vetrato, lunghi complessivamente circa dieci metri con pendenze circa 60°/70°. Una sosta, attrezzata con un cordino, si trova dopo il primo salto (conviene attrezzare la sosta prima del salto e quindi usare il cordino come ancoraggio intermedio). L'uscita del canale è dopo il secondo salto, poi, con difficoltà minore, si raggiunge la cresta che porta alla sommità del monte Giovo. La discesa è dalla via normale che giunge nuovamente al lago Santo.
ACCESSO: Per giungere al gruppo Giovo-Rondinaio andare in direzione dell'Abetone e dopo il passo proseguire in direzione Modena. Poco dopo l'abitato di PievePelago girare a sinistra in direzione del Passo delle Radici e percorsi pochi km sulla sinistra prendere la strada direzione Lago Santo (segnaletica gialla). Proseguire fino al parcheggio posto al termine della strada stessa. A piedi, tenendo la destra in circa 5 minuti si arriva al lago Santo. Per il lago Baccio prima del Lago Santo prendere il bivio a sinistra e seguire l'evidente sentiero per circa 20/30 minuti.
CRESTA GIOVO-RONDINAIO
Difficoltà: PD
Dislivello: 300m
Tempo di percorrenza: 3 ore
Attrezzatura: Ramponi, piccozza, corda al seguito
Paragonata alle grandi imprese è certamente una minuscola cosa, però se affrontata con lo spirito giusto, è certamente gratificante ed emozionante.
Viene qui descritta una variante alla normale al Giovo che rende l'itinerario più interessante. Per accedere alla vetta del monte Giovo si sale lungo il facile "Canale del Triangolo" adatto anche a chi ha poca esperienza di alpinismo invernale sempre che sia accompagnato da un esperto.
Giunti al lago Baccio se ne percorre la sponda destra sotto la mole imponente del monte Giovo fino a portarsi sotto una specie di triangolo formato da uno sperone roccioso inciso ai lati da due canali che in alto si uniscono. Portarsi verso il canale di destra rimontando il cono da valanga. Salire il canale con difficoltà modeste dato che il grado di difficoltà non è mai superiore ai 40°-45° Iin ogni caso in condizioni di vetrato l'assicurazione è d'obbligo. Interessante è l'uscita del canale leggermente più ripida, tagliata netta nel cielo, come se tutto finisse lì. Continuare dopo l'uscita verso sinistra per raggiungere la breve cresta che porta a destra alla vetta del Giovo. Sulla cima bellissimo il panorama che si perde lontano fin verso le Alpi. Appare evidente la cresta che porta verso il monte Rondinaio sagomato come una piramide bianca. . Si torna indietro, verso la meta, per la larga cresta. Superato il punto dove sbuca il canale appena percorso la cresta prosegue piuttosto facilmente verso il Rondinaio tranne due tratti, di solito poco innevati, costituiti da due salti di roccia da percorrere in discesa. Il primo è più difficile anche se ci si può assicurare per un breve tratto ad una catena metallica fissata in loco. Il secondo risulta più facile anche se occorre come al solito la necessaria attenzione. La cresta ora più facile prosegue superando alcuni dossi, solo in vista della cima del Rondinaio diviene leggermente più ripida. Dalla cima del Rondinaio magnifico colpo d'occhio sulle Alpi Apuane e la costa Tirrenica. Per la discesa seguire la normale che riporta in breve al lago Baccio.
Appennino Tosco-Emiliano
CANALE CENTRALE DEL GIOVO
Difficoltà: PD+
Dislivello: 300m
Tempo di percorrenza: 2 ore
Attrezzatura: Ramponi, piccozze (2), corda, chiodi ghiaccio
Uno dei canali del Giovo tra i più impegnativi. Dato il facile l'accesso ed il rapido avvicinamento è sempre molto affollato. Da percorrere solo in condizioni ottimali. La parte bassa è facile, mentre la parte superiore del canale presenta un paio di piccoli salti. L'uscita è piuttosto ripida.
DESCRIZIONE:
Si comincia percorrendo la riva del lago Santo fino alla sua estremità puntando verso la parete del monte Giovo, da qui, per una ripida salita, si raggiunge una biforcazione con al centro una lingua di roccia. A destra la via è più larga con pendenza di circa 45°, a sinistra è più stretta e si restringe a formare un canale-camino. Può essere interessante, se in condizione, proseguire lungo il ramo di sinistra, previa opportuna manovra di assicurazione. I due tratti si ricongiungono in un canalone largo e poco pendente, che dopo circa 60 m di percorrenza, arriva in prossimità delle prime rocce che indicano l'inizio del canale centrale vero e proprio. Lo sviluppo del canale è tutto visibile dal basso, tre tiri da 50 m. Le soste sono attrezzate a sinistra del canale ma in caso di non visibilità di esse è possibile attrezzarle a destra lungo la parete rocciosa (possono essere utili un paio di friend medio-grossi), in alcune nicchie. I primi due tiri hanno una pendenza di circa 50°/55°. Nell'ultimo tiro, il canale si ristringe notevolmente, formando così due salti di ghiaccio duro e spesso vetrato, lunghi complessivamente circa dieci metri con pendenze circa 60°/70°. Una sosta, attrezzata con un cordino, si trova dopo il primo salto (conviene attrezzare la sosta prima del salto e quindi usare il cordino come ancoraggio intermedio). L'uscita del canale è dopo il secondo salto, poi, con difficoltà minore, si raggiunge la cresta che porta alla sommità del monte Giovo. La discesa è dalla via normale che giunge nuovamente al lago Santo.
ACCESSO: Per giungere al gruppo Giovo-Rondinaio andare in direzione dell'Abetone e dopo il passo proseguire in direzione Modena. Poco dopo l'abitato di PievePelago girare a sinistra in direzione del Passo delle Radici e percorsi pochi km sulla sinistra prendere la strada direzione Lago Santo (segnaletica gialla). Proseguire fino al parcheggio posto al termine della strada stessa. A piedi, tenendo la destra in circa 5 minuti si arriva al lago Santo. Per il lago Baccio prima del Lago Santo prendere il bivio a sinistra e seguire l'evidente sentiero per circa 20/30 minuti.
CRESTA GIOVO-RONDINAIO
Difficoltà: PD
Dislivello: 300m
Tempo di percorrenza: 3 ore
Attrezzatura: Ramponi, piccozza, corda al seguito
Paragonata alle grandi imprese è certamente una minuscola cosa, però se affrontata con lo spirito giusto, è certamente gratificante ed emozionante.
Viene qui descritta una variante alla normale al Giovo che rende l'itinerario più interessante. Per accedere alla vetta del monte Giovo si sale lungo il facile "Canale del Triangolo" adatto anche a chi ha poca esperienza di alpinismo invernale sempre che sia accompagnato da un esperto.
Giunti al lago Baccio se ne percorre la sponda destra sotto la mole imponente del monte Giovo fino a portarsi sotto una specie di triangolo formato da uno sperone roccioso inciso ai lati da due canali che in alto si uniscono. Portarsi verso il canale di destra rimontando il cono da valanga. Salire il canale con difficoltà modeste dato che il grado di difficoltà non è mai superiore ai 40°-45° Iin ogni caso in condizioni di vetrato l'assicurazione è d'obbligo. Interessante è l'uscita del canale leggermente più ripida, tagliata netta nel cielo, come se tutto finisse lì. Continuare dopo l'uscita verso sinistra per raggiungere la breve cresta che porta a destra alla vetta del Giovo. Sulla cima bellissimo il panorama che si perde lontano fin verso le Alpi. Appare evidente la cresta che porta verso il monte Rondinaio sagomato come una piramide bianca. . Si torna indietro, verso la meta, per la larga cresta. Superato il punto dove sbuca il canale appena percorso la cresta prosegue piuttosto facilmente verso il Rondinaio tranne due tratti, di solito poco innevati, costituiti da due salti di roccia da percorrere in discesa. Il primo è più difficile anche se ci si può assicurare per un breve tratto ad una catena metallica fissata in loco. Il secondo risulta più facile anche se occorre come al solito la necessaria attenzione. La cresta ora più facile prosegue superando alcuni dossi, solo in vista della cima del Rondinaio diviene leggermente più ripida. Dalla cima del Rondinaio magnifico colpo d'occhio sulle Alpi Apuane e la costa Tirrenica. Per la discesa seguire la normale che riporta in breve al lago Baccio.

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